Per l’appuntamento con la moda, questa settimana ho proposto il libro “forme” di Rossella Migliaccio, guru dell’Armocromia. Una vera e propria guida alle proporzioni per imparare a valorizzare il proprio fisico.

Quante volte nel nostro corpo ci siamo sentiti sbagliate e a disagio? Quante volte ci siamo sentite frustrate nel constatare che quel vestito che ci piaceva tanto addosso a noi non otteneva l’effetto desiderato.

Non è il contenuto ad essere sbagliato, ma il contenitore! È questo che la Migliaccio ci insegna nel corso di queste pagine, portandoci a conoscere e finalmente amare il nostro corpo.

Per questa settimana se #iLibrofili, Sara Durantini ha suggerito “Lolita” di Vladimir Nabokov pubblicata in Italia da Adelphi Edizioni. Un libro che ha una curiosa vicenda editoriale e un’interessante architettura narrativa e linguistica. Un libro che si presta a molteplici letture.

Giorgio Bicefali, in veste di guest star di questa settimana, ha proposto “Qualcuno che ami tutta la tua gloria devastata” di Raphael Bob-Waksberg. 

Giuseppe Todisco ha proposto la lettura del libro “Con la mia sete intatta” che raccoglie tutte le poesie di Ferruccio Benzoni.

Francesco Morra ha parlato, invece, del romanzo “Arsenale Roma distrutta” di Aurelio Picca.

La divoratrice di libri, Sara Galletti Manfroni, ha proposto Flannery O’Connor. I luoghi oscuri che ha raccontato attraverso i suoi racconti e romanzi sono diventati  quelli di ognuno di noi, e uscirne non è poi così scontato. 

Diego Luschi ha consigliato “Macello” di Ivano Ferrari Einaudi editore , una raccolta che parla della morte degli animali, metafora delle nostre morti e di tutte le morti. Un libro che vuol metterci davanti a delle verità che noi, voltando la testa da altre parti, o chiudendo gli occhi, non osserviamo e non siamo interessati a comprendere.

Francesco Campagna ha mostrato “Tempesta elettrica”, una raccolta di poesie e scritti perduti del mitico Jim Morrison, il leader del gruppo The Doors.

Per l’appuntamento poetico con #ILibrofili, Gisella Blanco ha proposto una lirica di Alda Merini tratta da “Clinica dell’abbandono” Einaudi editore in cui si descrive, con una manciata di parole, tutta la ferocia della dolcezza d’amore nell’essere umanamente divini.